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Le Chiese

 
 

San Francesco

Alla fine del XII secolo, non essendo più sufficiente il primo Conventino di Santa Margherita a contenere l’aumentato numero dei Frati, i religiosi chiesero e ottennero dalle autorità cittadine di occupare una chiesa, di recente costruita dentro le mura di Montecchio, la quale fu dedicata a San Francesco d’Assisi nell’anno 1300.
Nell’area retrostante al tempio, fu innalzato il nuovo convento, più spazioso e più adatto alla vita religiosa. Qui furono celebrati vari Capitoli Provinciali.
Tra la fine del XVII secolo e la prima metà del XVIII secolo, chiesa e convento furono radicalmente ristrutturati sotto l’alta guida dell’architetto Giovanni Battista Rusca di Lugano; qua e là si notano ancora resti della primitiva struttura gotica.
I lavori terminarono nel 1770, come attesta l’iscrizione, posta sul portale d’ingresso, che cita il secondo anno del pontificato di Clemente XIV. Il maceratese Costanzo Alberti decorò l’abside, mentre gli affreschi del resto del tempio sono del treiese Pasquale Ciaramponi.
Del Ciaramponi sono pure tre tele raffiguranti S. Antonio di Padova (non è conservata in chiesa), San Giuseppe da Copertino, il Beato Bonaventura Fidanza. La statua di S. Antonio di Padova, sempre di quell’epoca, è opera dell’artista Giuseppe Candellari di Bologna. La pala dell’Altare Maggiore è del Malpiedi di San Ginesio e porta la data del 1601. I Frati Minori Conventuali hanno continuato ad officiare questa chiesa (pur se con ripetute e prolungate interruzioni a causa delle soppressioni e di altre difficoltà), fino al 24 gennaio 1966.
Ora è affidata alle cure di un sacerdote diocesano, mentre l’antico convento, fino a qualche anno fa, è stato sede dell’Istituto Professionale di Stato.
Nel corso del primo secolo francescano, i Frati Minori crearono una terza abitazione in questo territorio. Nel folto di una selva che copriva l’intero colle a circa due chilometri da Montecchio verso mezzogiorno, esisteva una chiesetta chiamata Santa Maria di Valcerasa: qui accanto costruirono un piccolo eremo solitario e raccolto.
Dal 1575 si ha una nuova presenza francescana a Treia: la famiglia dei Frati Minori Cappuccini. Voluti dai Priori e dal Consiglio della città "per la loro vita esemplare", costruirono il convento, dedicato a San Savino, a meno di un chilometro dall’abitato, nei pressi dell’attuale Villa Spada. Con la soppressione napoleonica degli ordini religiosi del 1810, i Religiosi furono dispersi ed il fabbricato completamente demolito.